Mercoledì 6 Gennaio 2010

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Sciopero Carrefour
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Sono iniziati gli scioperi dei dipendenti dei supermercati e ipermercati del gruppo Carrefour.
Indetti il 30 dicembre scorso dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in seguito all’interruzioni delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, gli oltre 26000 lavoratori e lavoratrici di tutti i punti vendita italiani si stanno organizzando per manifestare la loro disapprovazione per il grave comportamento aziendale.
I primi fra tutti, i dipendenti dell’ipermercato di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, che già il 30 dicembre aveva organizzato uno sciopero a sorpresa durante il quale era stata svolta un’assemblea per oltre un'ora e mezza.
Oggi è la volta di Milano e Pisa, dove in molti si asterranno dal lavoro per l’intera giornata, lo sciopero ha costretto l’azienda a rimandare gli inventari dei reparti dei “freschi”. Si stanno organizzando per i prossimi giorni, invece, Roma, Caserta e Torino, per quest’ultimo lo sciopero è previsto per il prossimo 9 gennaio.
Una battaglia, quella dei lavoratori del gruppo Carrefour - che comprende anche i punti vendita a marchio GS e Diperdì - che va avanti da tempo, da quando i primi di luglio, ormai dello scorso anno, l’azienda aveva unilateralmente disdetto il contratto integrativo aziendale. Due scioperi nazionali, tante iniziative a livello territoriale e una sentenza del Tribunale di Torino che obbligava Carrefour al ripristino del contratto fino al 31 dicembre del 2009, non sono serviti a far desistere l’azienda.
Dopo diversi incontri con i sindacati, si è interrotta la trattativa senza il raggiungimento di un nuovo accordo e dal 1 gennaio i lavoratori non sono più tutelati dal contratto integrativo aziendale.
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Domenica 20 Dicembre 2009

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Buon Natale e Sereno 2010
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Postato dalla RSA di San Giuliano Milanese alle 10.31.23
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Dì La Tua
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Mercoledì 21 Ottobre 2009

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Brutta Storia a Verbania
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E’ importante che questa brutta storia si diffonda più possibile e che faccia riflettere.
Sono un ex dipendente Grancasa, mi chiamo Brunelli Raffaele.
Lavoravo al punto vendita di Verbania dall’apertura, avvenuta poco meno di un anno fa. Sono stato assunto insieme ad altre 9 persone; provenivamo tutti dalla ditta Pretti, che ha chiuso l’attività nell’agosto 2007 e che ha venduto i capannoni alla Grancasa, la quale ha mantenuto l’impegno preso con i sindacati e con il Sindaco di Verbania di riassorbirci.
L’assunzione è stata fatta “attingendo” dalle liste di mobilità e con gli sgravi fiscali previsti. Il mio contratto a tempo determinato di un anno è scaduto il 21 ottobre e la notizia del non rinnovo mi è stata data nella tarda mattinata di giovedì 15 ottobre da De Pasquale Maurizio e Bucci Luca, personaggi a voi ben tristemente noti.
Ero un impiegato EDP: mi occupavo principalmente di rendicontare gli incassi del giorno precedente e di trasmetterli all’amministrazione della sede di Legnano e poi, in collaborazione con un’altra collega, eseguivo tutte le altre mansioni di ufficio. Particolare da non trascurare: il lavoro di rendicontazione incassi lo eseguivo unicamente io, in quanto nessun altro era preparato per farlo, quindi solo io conosco l’archiviazione sia nel pc che fisica di tutta la documentazione di un anno di lavoro. Non ho mai avuto nessun tipo di problema disciplinare ne’ di lavoro ne’ tanto meno di rapporti con i colleghi, direttore compreso. Mi sono sempre reso disponibile ad eseguire lavori che non mi competevano direttamente (vedi montare piccoli mobili da esposizione e altro).
Il clima che si è creato “quella” mattina era surreale: hanno chiamato in direzione (ufficio accanto al mio) a turno tre mie colleghe di reparto alle quali scadeva il contratto lo stesso mio giorno. Ho sentito direttamente il discorsetto di De Pasquale ripetuto per tre volte prima che toccasse a me. Lo sconcerto e il senso di ingiustizia hanno provocato reazioni diverse nelle tre colleghe perché nessuna si aspettava una cosa del genere: una addirittura è arrivata a tale punto di frustrazione e umiliazione da chiedere: “Ma non mi tenete perché non sono giovane e carina?”. Comunque è rimasta completamente disattesa la risposta alla domanda “PERCHE’?”. L’unica risposta fornita è che si trattava di una “decisione aziendale”.
Quando è toccato il mio turno, la scenetta si è ripetuta e mi è uscita dalla bocca solo una frase: “E’ una vergona!”. Poco dopo mi sono sentito male pensando alla mia famiglia; sono uscito e mi sono fatto venire a prendere da mia moglie. Nei giorni successivi mi tormentavo nel cercare di capire e così ho telefonato a due colleghe di Legnano con le quali avevo contatti giornalieri per lavoro, per capire se il mio operato di un anno avesse creato problemi e disguidi nei dati trasmessi.
Le colleghe si chiamano Torni Tiziana, che è impiegata nell’ufficio amministrazione e Luraghi Sandra, impiegata nell’ufficio EDP: entrambe hanno espresso la loro incredulità a questa notizia e dispiacere confermandomi ciò che pensavo. Questo per dire che la decisione di non rinnovarmi il contratto è stata presa a prescindere dal mio rendimento lavorativo. Anche al direttore del p.v. Sacchi Luca nessuno ha mai chiesto un parere sul mio operato.
Tutto ciò è stato fatto nella perfetta legalità in quanto un contratto è scaduto, quindi dal loro punto di vista è tutto assolutamente regolare. E questa forse, è la cosa più sconcertante.
Noi rimaniamo senza lavoro in una zona in cui le fabbriche continuano a chiudere e abbiamo tutti famiglia e più di quarant’anni.
Grazie per l’attenzione.
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Venerdì 10 Aprile 2009

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La linea dura al Grancasa di San Giuliano Milanese continua
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Cari colleghi la linea dura al Grancasa di San Giuliano Milanese continua.
A quanto pare, purtroppo, i Nostri dirigenti si sono dimostrati inaffidabili ed inadempienti, senza nessun rispetto per regole e Lavoratori.
Aderire ad uno sciopero è un sacrosanto diritto di tutti i Lavoratori, ed è inammissibile che vengano esercitate pressioni psicologiche negative verso i lavoratori che sentono il dovere di manifestare per difendere il proprio posto di lavoro.
Gli scioperi servono per salvaguardare i diritti dei lavoratori e non per danneggiare le aziende.
Spostare di reparto un Lavoratore, non concedere un periodo di ferie ad un Lavoratore, non concedere permessi ad un Lavoratore solo perchè ha aderito ad uno sciopero nazionale, sono azioni impensabili e persecutorie che creano soltanto malumore e danneggiano sia il lavoratore che l'Azienda stessa.
Dopo anni di colloqui con l'Azienda, la situazione anzichè migliorare è notevolmente peggiorata:
la famosa gabbia che era stata imposta nell'ispezione dell'ASL di Melegnano che serve a mettere in sicurezza i Lavoratori del reparto magazzino, è sparita .... volatilizzata!. Per prendere la merce e servire i clienti si sale sulle pale dei muletti, senza nessuna protezione. (Giovedì 30 Marzo 2006 - CLICCA QUI)
Nel reparto Magazzino di circa 7-8 mila Mq, esistono 3 porte di uscita di sicurezza a 10 metri di distanza una dall'altra, concentrate in un solo angolo del magazzino.
Quasi tutti gli idranti sono nascosti da merce esposta, imbancalata; addirittura da bancali di legno.
E' stata chiusa una porta di emergenza non provvedendo ad aprirne un altra, creando così un tunnel che collega il magazzino dal punto vendita.
Tutto ciò ha creato non pochi problemi al Lavoratore invalido, che deve trasportare i cartoni attraversando tutto il magazzino da solo, o meglio con l'aiuto del padre anziano, che non è un dipendente grancasa, con i rischi che tutto ciò comporta. Così facendo prendi due e ... paghi uno (In un incontro con l'Azienda di Giovedì 30 Marzo 2006, era stato concordato di affiancare al Sig. Ramella Ferruccio un Lavoratore dipendente Grancasa - CLICCA QUI).
Chiediamo a tutti i lavoratori di denunciare questi problemi di non farsi intimorire da dirigenti inadempienti, che pensano solo alla carriera, mettendo a rischio la vita e la dignità dei Lavoratori.
Ci vuole dialogo con i Lavoratori e con chi li rappresenta.
Gli scioperi vengono indetti per difendere i diritti di tutti i Lavoratori ed il nostro posto di lavoro.
La RSA unitamente alla RLS, aveva chiesto un incontro per avere chiarimenti sui ROL (permessi retribuiti) che sono spariti ai lavoratori che hanno lavorato le domeniche. Stiamo ancora aspettando una risposta!!
Anzi una risposta è stata data: chi ha avuto,avuto,avuto chi ha dato ha dato,ha dato.
Sono queste le risposte che aiutano a risolvere i problemi!
Buona Pasqua a tutti
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Sabato 28 Febbraio 2009

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Linea Dura al Grancasa di San Giuliano Milanese
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Nelle ultime settimane stanno fioccando lettere disciplinari a tutto spiano di cui una in particolare dove si accusa un magazziniere di aver creato danni al punto vendita chiudendo un cancello di uscita dieci minuti prima della chiusura del punto vendita.
L'RSA, unitamente al RLS, ritiene che i disagi sono ben altri, come ad esempio il reparto magazzino di San Giuliano Milanese gestito da soli due dipendenti, ormai giunto vicino al totale collasso, con i lavoratori del reparto magazzino costretti a salire sulle pale dei muletti per servire velocemente i clienti.
Ultimamente vengono eseguiti dei lavori senza rispettare le più elementari regole di sicurezza; non si usano caschi protettivi ne tantomeno cinture di sicurezza, si stendono cavi elettrici per terra dove circolano carrelli e muletti costretti inevitabilmente a transitarci sopra, ecc.
L'RLS denuncia che i veri danni all'azienda si creano proprio per queste negligenze e per l'assoluto e totale menefreghismo della classe dirigenziale.
La linea dura non crea benefici, ne all'azienda ne ai dipendenti.
I Lavoratori del punto vendita di San Giuliano Milanese chiedono un dialogo più aperto con l'azienda, per cercare di risolvere i problemi presenti già da molto tempo all'interno dell'Azienda stessa.
Ci piacerebbe molto sapere come è la situazione negli altri punti vendita !!! FATECELO SAPERE
Si fà inoltre notare che i cancelli di uscita da una settimana sono guasti, non si aprono, bisogna aprirli a mano e nessuno si interessa per poterli riparare.
Nel reparto magazzino di Grancasa di San Giuliano Milanese si sta lavorando con il personale molto ridotto costretto a fare i salti mortali per evitare che il reparto collassi totalmente; da due mesi a questa parte si sono guastati fotocopiatrice e fax e si sta lavorando con un fax e una fotocopiatrice in tutto il punto vendita di San Giuliano Milanese.
Mancano i transpallet per muovere le merci.
Ci sarebbero tanti altri problemi da elencare e riteniamo che non è un danno quello di chiudere 10 minuti prima un cancello; i responsabili del punto vendita dovrebbero valutare meglio quali sono le cause che portano disagi sia all'Azienda che ai Lavoratori dipendenti Grancasa.
Si precisa inoltre che è inutile intraprendere la strada della "linea dura" perchè inefficace e dannosa per tutti, servirebbe solo a portare le parti ad uno scontro diretto.
Serve il dialogo e non la distruzione di tutto quello che di buono si è creato fino ad oggi; serve impegno e collaborazione anche da parte della classe dirigenziale e non sterili lettere disciplinari che servono solo a creare malumore
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Martedì 18 Novembre 2008

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Modificare l'intesa separata - Rilanciare la contrattazione - Unità e democrazia
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La Segreteria Nazionale Filcams Cgil esprime piena soddisfazione per l'esito della manifestazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio, svolta a Roma in coincidenza con lo sciopero generale del settore del 14/15 novembre 2008, e rivolge un ringraziamento a tutte le delegate e i delegati, a tutte le strutture di categoria, regionali e provinciali, che hanno contribuito con la loro mobilitazione a realizzare un risultato di straordinario significato politico e sindacale.
La Segreteria Nazionale della Filcams Cgil ringrazia inoltre la Segreteria Nazionale Cgil e tutte le strutture confederali, regionali e provinciali, per il contributo offerto alla mobilitazione di categoria e per la loro presenza alla manifestazione nazionale.
Il successo della manifestazione conferma il disagio diffuso nel settore per l'intesa separata siglata il 18 luglio dalle altre organizzazioni sindacali con Confcommercio e Confesercenti e da forza alle ragioni che stanno alla base della mobilitazione Filcams.
Innanzitutto, quelle di metodo. Non è accettabile che l'organizzazione di categoria maggiormente rappresentativa venga esclusa dall'intesa per il rinnovo del Ccnl, oltretutto, senza la necessaria verifica democratica con le lavoratrici ed i lavoratori interessati. Ciò rappresenta una grave violazione delle regole contrattuali in essere ed al tempo stesso la rinuncia da parte delle organizzazioni firmatarie ad un rapporto trasparente con i destinatari dell'intesa stessa. Per questa ragione, la Segreteria Nazionale della Filcams ripropone a Fisascat e Uiltucs lo svolgimento della consultazione unitaria, il cui esito sarà coerentemente rispettato, come atto conclusivo della vicenda contrattuale traumaticamente interrotta con l'intesa separata del 18 luglio 2008.
Nel merito, La Segreteria Nazionale della Filcams conferma il giudizio critico sui punti relativi all'Apprendistato ed al lavoro domenicale, chiedendone la modifica in funzione di una sintesi maggiormente equilibrata e condivisa. In particolare, sul lavoro domenicale, le notizie diffuse in questi giorni sulle regole in atto nei maggiori paesi europei confermano ancor più la strumentalità della soluzione che si è voluto imporre da parte di Confcommercio e Confesercenti. E' questa posizione delle controparti che prescinde dal merito sindacale, non le legittime obiezioni avanzate dalla Filcams, che nulla hanno di "politico", ma solo la scelta di rendere praticabile le esigenze delle imprese, con i diritti dei lavoratori, a partire dal carattere volontario delle prestazioni lavorative domenicali.
La contrattazione aziendale in essere ha dimostrato la possibilità di realizzare tale equilibrio. Per queste ragioni, la Filcams difenderà i contenuti degli accordi aziendali vigenti, respingendo ogni tentativo di peggiorare il loro impianto normativo, secondo quanto previsto dall'intesa separata. Al tempo stesso, si impegnerà affinché la stessa contrattazione territoriale possa svilupparsi, salvaguardando i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, secondo quanto definito dalla stessa contrattazione aziendale.
La Segreteria Nazionale Filcams Cgil giudica negativa la crisi che si è determinata nei rapporti unitari, in ragione dell'intesa separata del 18 luglio, poiché non favorisce la difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, ritenendo, per queste ragioni, indispensabile esercitare tutti gli sforzi per mettere in campo un tentativo di ricomposizione unitaria.
La Filcams è disponibile a discutere ed aggiornare un progetto unitario di azione contrattuale, di gestione della bilateralità e di iniziativa sulle politiche settoriali. Tuttavia, ciò potrà avvenire solo nella chiarezza, nella trasparenza delle posizioni e nel rispetto di regole che impediscano il prevalere di atti ed azioni prevaricatrici della reale rappresentanza di ogni singola organizzazione. E, soprattutto, con analoga disponibilità delle altre organizzazioni sindacali a mettere in discussione pratiche incompatibili col rispetto di tutte le posizioni espresse, confrontandosi con esse senza pregiudizi, né contrapposizioni strumentali.
La Segreteria Nazionale Filcams Cgil, a fronte della crisi generale e del crollo dei consumi, che rischia di determinare una crisi occupazionale di gravi proporzioni, impegna tutta la categoria a sviluppare una forte iniziativa sui temi del lavoro e dello sviluppo del settore. Tali temi saranno al centro della prossima sessione del Comitato Direttivo Nazionale del 3-4 dicembre 2008. Lo sforzo di mobilitazione della categoria proseguirà nei prossimi giorni in relazione alle decisioni assunte dalla Cgil, a partire dallo sciopero generale del 12 dicembre (per l'intero turno di lavoro nel settore Tds), che dovrà essere caratterizzato da una forte e qualificata presenza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, sulla base delle modalità decise territorialmente.
In questo quadro, la Segreteria Nazionale Filcams Cgil esprime piena solidarietà alle lavoratrici e lavoratori del settore degli appalti di servizio, pesantemente colpiti dai tagli della finanziaria, e impegna la categoria a sostenere le iniziative indispensabili per difendere questi posti di lavoro in pericolo.
Roma, 17 novembre 2008
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Postato dalla RSA di San Giuliano Milanese alle 18.42.14
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Dì La Tua
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Giovedì 7 Agosto 2008

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Contratto Separato
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"Contratto Separato" è uno spazio web collettore degli avvenimenti che stanno accadendo, dei documenti che si stanno redigendo, delle iniziative che si stanno intraprendendo a seguito del pessimo rinnovo del CCNL del Terziario, Distribuzione, Servizi. Si tratta di un accordo che ha visto le sole firme delle federazioni del commercio di CISL e UIL e delle controparti datoriali di Confcommercio e Confesercenti apposte ad un testo che per alcuni punti è in antitesi con quanto richiesto nella piattaforma rivendicativa unitaria del Dicembre 2006.
Queste pagine nascono per consentire a tutti i lavoratori del commercio e del terziario di comprendere il grave atto politico di CISL e UIL che hanno rotto l'unità sindacale e l'arroganza delle organizzazioni dei datori di lavoro che insieme hanno prodotto un accordo che prevede il peggioramento delle condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori
attraverso l'introduzione di 26 domeniche/festività obbligatorieattraverso la definizione di modalità per neo assunti apprendisti che a parità di salario lavoreranno più oreVa infine ricordato che FILCAMS non si è alzata dal tavolo, ma ha chiesto una sospensone di 10 giorni, modalità precedentemente concordata con CISL e UIL, per consultare i lavoratori. CISL e UIL hanno deciso di non rispettare questo accordo ed hanno approfittato del periodo di sospensione chiesto da FILCAMS per firmare un pessimo accordo.La FILCAMS CGIL chiede a FISASCAT CISL e UILTUCS UIL che abbiano la coerenza di rispettare gli accordi unitari presi nella piattaforma del Dicembre 2006 e concordino modalità e tempi per sottoporre al giudizio di tutti i lavoratori del Commercio l'accordo che hanno firmato da sole. Solo in questo modo si può consentire ai lavoratori un giudizio di merito finale e vincolante sui contenuti dell'accordo stesso. Link:Contratto Separato - Sito Web Consultazione Unitaria - Petizione
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Sabato 26 Luglio 2008

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Dissenso sull’Ipotesi di Accordo sottoscritto da Fisascat e UilTucs
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L’attivo delle delegate e dei delegati della Filcams – CGIL della Lombardia, riunito a Milano in data 23 Luglio 2008, esprime il proprio dissenso sull’Ipotesi di Accordo, sottoscritto da Fisascat e UilTucs per il rinnovo del Contratto Nazionale del Commercio/Terziario/Servizi.
L’intesa contraddice lo spirito unitario che ha portato alla definizione della piattaforma rivendicativa e all’individuazione di un preciso regolamento e di procedure per la consultazione sull’ipotesi di piattaforma e sulla gestione della vertenza; modalità che erano state assunte come precisi punti di riferimento nell’azione unitaria, dall’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati che il 12 dicembre 2006 aveva varato la Piattaforma stessa. A fronte della legittima richiesta della Filcams di sospendere il negoziato per acquisire, attraverso un percorso unitario, il parere dei lavoratori su tematiche di fondamentale importanza per le loro condizioni di lavoro, la decisione di Fisascat e UilTucs di proseguire la trattativa è un fatto grave, che mina alla base l’unità d’azione del sindacato e rende più deboli i lavoratori.
Per noi il dissenso sull’ipotesi di accordo va ricercato nei contenuti e nel loro rapporto con le richieste avanzate in piattaforma rivendicativa.
L’ipotesi di accordo, nel merito, non da risposte ai lavoratori che oggi hanno l’obbligo al lavoro domenicale in quanto non gli garantisce nemmeno una domenica al mese di riposo, ma costringe tutti al lavoro festivo/domenicale pregiudicando quanto, negli anni, la contrattazione di secondo livello ha stabilito in materia di facoltatività e maggiorazioni per il lavoro straordinario festivo/domenicale. Inoltre, la facoltà concessa alle aziende di comandare ciascun lavoratore al lavoro domenicale obbligatorio, attraverso lo spostamento dei riposi, compromette la possibilità di una gestione concordata dell’organizzazione del lavoro nel suo complesso. La stessa operazione fatta sugli apprendisti (per i quali si riducono i permessi individuali retribuiti) dice meglio di ogni altra affermazione chi sarà a pagare parte dei costi di questo contratto.
La soluzione individuata sul piano economico (già inferiore alla richiesta) non tiene conto del significativo aumento del tasso di inflazione reale registrato in questi due anni ed inoltre sposta nel tempo le erogazioni (prevedendo aumenti salariali sul quadriennio) lasciando aperto il problema salariale nel nostro settore.
Nei 18 mesi di negoziato si è manifestata, su questi temi, tutta l’arroganza delle richieste di Confcommercio; arroganza contrastata dai lavoratori con le iniziative di lotta.
Sono queste le ragioni che hanno spinto la Filcams a chiedere la sospensione della trattativa mentre Fisascat e UilTucs hanno ritenuto di proseguire il negoziato fino alla firma dell’ipotesi di accordo. La responsabilità della rottura dell’unità sindacale sta quindi in capo a queste due Organizzazioni che hanno scelto di non tenere in considerazione le obiezioni della Filcams e il rispetto delle regole di gestione della vertenza che insieme si erano convenute.
L’attivo delle delegate e dei delegati ritiene indispensabile avviare una campagna di assemblee informative in tutti i luoghi di lavoro per spiegare le nostre ragioni e preparare uno sciopero nazionale della categoria da effettuare nel prossimo mese di settembre.
Approvato dall’attivo delle delegate e dei delegati.
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Mercoledì 2 Luglio 2008

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7 Giugno 2008 Piazza Duomo Milano
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Postato dalla RSA di San Giuliano Milanese alle 18.28.09
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Dì La Tua
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Mercoledì 21 Maggio 2008

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Assemblea dei Lavoratori a San Giuliano Milanese
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In data 21 Maggio 2008 si è riunita l'assemblea generale dei Lavoratori di Grancasa di San Giuliano Milanese che ha deliberato quanto segue:
a) ferma condanna per il gesto provocatorio e vile che ha colpito alcuni lavoratori del punto vendtia di San Giuliano Milanese, i quali sono stati danneggiati da stupidi ignoti, che hanno tagliato le gomme delle Loro auto
b) in seguito alla risposta negativa relativamente alla legittima richiesta da parte di tutte le lavoratrici ed i lavoratori, affinchè potesse essere riconosciuta una maggiorazione prevista per l'effettuazione del lavoro domenicale; ribadendo la non obbligatorietà della suddetta prestazione, l'assemblea ha votato all'unanimità la proclamazione immediata ed a tempo indefinito dello stato di agitazione sindacale.
Ciò comporterà il blocco di ogni prestazione straordinaria, supplementare e festiva/domenicale in tutti i reparti, al fine di ottenere tempestivamente la riapertura del tavolo di trattativa, interrotto unilateralmente dall'Azienda.
Ci si riserva di realizzare altre e più incisive misure di azione sindacale, qualora venisse ritenuto opportuno dall'assemblea dei Lavoratori.
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